Ictus com’è collegato ai problemi dentali?

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Ictus com’è collegato ai problemi dentali?

Smiling man brushing his teeth

Uno studio americano ha dimostrato un legame tra patologie dentarie e problemi cerebrovascolari. Chi aveva sofferto di parodontite è risultato esposto a un rischio di ischemia più che raddoppiato. Un gruppo di ricercatori dell’Università Statale di New York a Buffalo ha pubblicato su "Archives of Internal Medicine" un ampio studio che ha coinvolto quasi diecimila adulti sulla relazione tra salute orale e rischio di accidenti cerebrovascolari (ictus). Curare le gengive per mantenere i denti I soggetti in esame hanno mostrato un diverso grado di rischio a seconda della gravità della patologia orale. Chi soffriva di gengivite manifestava un modesto ma comunque apprezzabile aumento del rischio di ictus; tale rischio era invece più che raddoppiato in chi soffriva di parodontite (infiammazione che non si limita alla gengiva, ma interessa anche i tessuti più profondi). L’elemento che lega così pericolosamente la bocca e il cervello è quindi l’infiammazione. Su un altro numero della stessa rivista, un gruppo di neurologi di Chieti ( Di Napoli, Papa, Bocola) documente questa relazione riportando i dati di un loro studio eseguito su 128 persone ricoverate in urgenza per ictus ischemico presso la Casa di cura Villa Pini d’Abruzzo. In questi pazienti è stata dosata la proteina C reattiva (PCR), un affidabile indice di infiammazione; il numero massimo di esiti letali si è avuto, nei dodici mesi seguenti l’ictus iniziale, nel gruppo di persone che, all’epoca del primo ictus, aveva i valori più elevati di PCR. E’ interessante osservare che già negli anni novanta era stato documentato un legame tra infiammazione ed eventi cardiaci, anche con il contributo di cardiologi italiani (A. Maseri, Università Cattolica, Roma). Lo stesso gruppo di Maseri dimostrò nel ’94 con un lavoro pubblicato sul New England Journal of Medicine che era possibile prevedere un’evoluzione dell’angina instabile in infarto del miocardio (cuore), proprio sulla base dei valori della PCR. Un gruppo di ricerca dell’Università di Glasgow è giunto alle stesse conclusioni nel 1999. Riportiamo infine una conclusione di notevole risonanza formulata dai succitati specialisti di Chieti: "La recente diminuzione della mortalità per ictus non trova sufficienti spiegazioni nel miglioramento delle terapie. Se, invece, consideriamo valida la relazione tra eccesso di risposta infiammatoria e mortalità, allora possiamo pensare che l’uso sempre più esteso degli antinfiammatori e il miglioramento delle cure dentarie possono aver contribuito al declino della mortalità per ictus".